Il Tappo di Sughero: Corona dei Vini Nobili

tappi di sughero

tappi di sughero

Dobbiamo assolutamente parlare di un elemento fondamentale che concorre all’ottima riuscita di un vino: il tappo di sughero.

La pianta da cui deriva il sughero è la Quercus suber, che in Italia si trova soprattutto in Sardegna ed, in misura minore, in Toscana.

Devono passare almeno 20 anni prima che una  sughera possa esser decorticata per la prima volta,fornendo il cosiddetto “sughero maschio”, non utilizzabile per i tappi.
Il successivo distacco da il “sughero femmina”, così chiamato poichè più gentile cioè morbido. I pezzi di sughero vengono quindi lasciati all’aperto, esposti agli agenti atmosferici, per una purificazione naturale grazie alla quale perdono quei componenti fenolici di sapore amaro che potrebbero essere ceduti ai liquidi in contatto con il tappo. A questo punto il sughero viene bollito per un’ora aumentandone l’elasticità.

Successivamente le cosiddette plance di sughero subiscono diversi processi di lavorazione: taglio in striscia d’altezza corrispondente allo spessore del tappo; taglio a mano in forma di parallelepipedi a base quadrata che vengono poi trasformati in cilindri; intestatura; lavaggio; timbratura e paraffinatura.
Avrete certamente capito che la struttura cellulare del sughero è unica e difficilmente inimitabile: grazie ad essa infatti il tappo è elastico e perfettamente adattabile al collo della bottiglia. Pur aderendogli bene,consente infatti un minimo passaggio d’aria. Nei migliori tappi di sughero questo passaggio risulta naturale e prezioso poichè permette ai vini da invecchiamento di acquisire con un’ossidazione molto lenta, tutte le loro caratteristiche di complessità. Piccole quantità di ossigeno fanno evolvere il vino, mentre grandi quantità lo ossidano. Interessante no?

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